CLAUDIO LOLLI: “BORGHESIA” DEGLI ANNI NOSTRI

Ehi!!!

hanno scritto una nuova canzone… si tratta di una canzone che parla di oggi, è incredibile come uno possa esprimere quel che accade… con 38 anni di ANTICIPO!!!

Prova a leggere questa canzone, ad ascoltare questo pezzo straordinario, senza pensare che era il 1972!

Allora c’era la diccì e c’era il piccì. Oggi no, per fortuna…

Allora avevamo avuto solo il “regalino” di piazza fontana, poca robbbba! oggi invece…

mamma mia, quanto casino che c’era allora, oggi no, per fortuna…

mamma mia, allora dovevamo aspettare altri vent’anni

per scoprire tangentopoli, oggi no, per fortuna…

oggi sembra una cosa continua ma, per fortuna, impunita ed impunibile

papà mio, avevo quindici anni allora

e quante cose avresti dovuto spiegarmi ancora… oggi no, per fortuna…

Sei contenta se un ladro muore

se si arresta una puttana

se la parrocchia del Sacro Cuore

acquista una nuova campana.

Sei soddisfatta dei danni altrui

tieni stretti i denari tuoi

assillata dal gran tormento

che un giorno se li riprenda il vento.

Oggi no, per fortuna…

questo non accade, nessuno pensa con piacere alle altrui disgrazie e nessuno pensa ai soldi alla faccia degli altri, no questo non accade papà, non accade proprio oggi, per fortuna…

Godi quando gli anormali

son trattati da criminali

chiuderesti in un manicomio

tutti gli zingari e intellettuali.

Ami ordine e disciplina,

adori la tua Polizia

tranne quando deve indagare

su di un bilancio fallimentare.

Sai rubare con discrezione

meschinità e moderazione

alterando bilanci e conti

fatture e bolle di commissione.

Sai mentire con cortesia

con cinismo e vigliaccheria

hai fatto dell’ipocrisia

la tua formula di poesia.

mamma mia, grazie, per quante cose mi hai insegnato allora

preservandomi all’ignoranza di oggi

grazie se oggi non vogliamo creare gabbie per gli extracomunitari

almeno così non lo insegniamo ai nostri figli e nipoti, mamma, grazie

grazie papà se oggi nessuno vuol mettere la museruola alla tivvù

grazie perché nessuno ha paura della polizia

e grazie perché la polizia non fa “mestiere” ma vocazione (wow!! che bella parola)

grazie perché nessuno mente e tutti vanno a giudizio come è giusto che sia.

Di disgrazie puoi averne tante,

per esempio una figlia artista

oppure un figlio non commerciante,

o peggio ancora uno comunista.

grazie anche perché non ci sono più queste malattie strane

e nessuno ha disgrazie, tanto tra polverini e bonino poco cambia

per far paura non c’è bisogno di esser comunisti

“ma che brutta parola che è questa qui”.

Sempre pronta a pestar le mani

a chi arranca dentro a una fossa

sempre pronta a leccar le ossa

al più ricco ed ai suoi cani.

grazie papà e mamma sopratutto perché oggi si lecca solo il gelato!


Vecchia piccola borghesia,

vecchia gente di casa mia

per piccina che tu sia

il vento un giorno ti spazzerà via.

Grazie perché non c’è più il vento…

ma che tristezza…

usciamone per favore e… TORNIAMO A SOFFIARE

ah, dimenticavo!!!

quel tipo che ha scritto questa cosa qua si chiamava, si chiama ancora ed ha sessant’anni… compiuti l’altro ieri, il 28! c’è ancora!!!

tanti auguri per mille anni ancora

CLAUDIO LOLLI !!!! e grazie a te ed alla tua brigata