Asabiyya o coesione? Che fare?

Sembra che proprio non ci sia più nulla da dire, oltre che parlare di quello che vogliono i nostri governanti (non necessariamente intesi come “quelli del governo tecnico” che svolgono anch’essi il ruolo che “debbono” svolgere in Italia e altrove). Per governanti intendo, al giorno d’oggi, chi macchina i nostri ragionamenti, i nostri pensieri, il nostro modo d’essere, di voler arrivare, sia che si parli di crisi, sia che si parli di giustizia o di calcio: è sempre la stessa storia.
Cosa proporsi in una condizione del genere?
Forse è il momento di fare una riflessione, ma sarebbe troppo teorico farla partendo dai massimi sistemi.
Forse è meglio analizzare le cose che accadono, che leggiamo, giorno per giorno, e magari giungere alla conclusione che forse è giunta l’ora di riprenderci il nostro ruolo e con esso la nostra vita.
Continuiamo a parlare di destra e di sinistra, come se oggi fossero diverse, ad approvare o disapprovare i grillini e altri fenomeni, facendo quasi un tifo da stadio pro o contro, senza accorgerci che il fatto vero ci gira attorno e noi veniamo distratti da quanto qualcuno vuole che vediamo, che leggiamo, che pensiamo…
Un esempio? Angelo Panebianco, illustre giornalista del Corriere della Sera, sull’inserto Sette di qualche giorno fa(n. 33 del 17 agosto 2012), nella sua rubrica “Tono su tono”, propone una disamina sull’importanza della “coesione nazionale”, dicendo cose scontate ed inutili, come per esempio che “il grande filosofo arabo Ibn Khaldun definiva la coesione all’interno dei gruppi sociali con il termine “asabiyya”!!!
Notevole sfoggio di cultura (!!!) che a nulla è servito se non a riempire una pagina di giornale, che gli stanchi lettori italiani hanno bevuto sdraiati sul lettino in spiaggia, senza rendersi neanche conto dell’inutilità del testo, servito solo per riempire una pagina di nulla!
Di contro “a sinistra” Serena Dandini conduce su “Io donna”, supplemento di Repubblica (21 luglio 2012), una rubrica altrettanto inutile che si chiama “il Pane & le Rose” (nome importante) e da sfoggio di femminismo stile “ne parliamo ancora quindi ancora esistiamo”e fa una strombazzata trita e ritrita sulle famigerate “vacanze del sesso”, scoprendo che i pedofili del terzo millennio (sic…) spesso sono “persone cosiddette normali, che provengono da famiglie normali e che portano souvenir ai figli” al loro ritorno.
Così, anche se siamo in vacanza, leggendo e condividendo questa cosa, abbiamo la coscienza a posto e possiamo continuare a farci i cazzi nostri beatamente!
Questi sono solo due esempi e mi spiace prendermela con loro e solo con loro. Ma il gioco delle parti e il gioco del nulla si sviluppa anche grazie a loro, a quello che scrivono, a quanto “non dicono” in tivvù facendo finta di dire, consentendoci di approvare o disapprovare finalmente schierandoci, così siamo contenti.
Panebianco scopre l’acqua calda dicendo che dopo i tecnici i partiti torneranno al potere e “la politica ripiomberà nel solito clima di contrapposizioni: una ferocia che riflette il disprezzo e l’odio che molti italiani provano gli uni per gli altri”e conclude addirittura con una citazione evangelica che, a ben leggere, non c’entra proprio nulla con quanto scritto, considerando che cita il cammello e la cruna dell’ago parlando di “coesione nazionale che serve a dare forza contrattuale nei rapporti con gli altri paesi (oggi con la Germania). Ma è più facile che un cammello eccetera eccetera”.(???)
Le banalità della Dandini su un argomento ben più serio fanno il paio con quelle di Panebianco: l’importante anche qui è quello di riempire una pagina di rubrica e far stare contenti e sereni i lettori vacanzieri.
Cominciamo a chiacchierare su questo blog dicendoci quello che dissero i cafoni di Silone dopo la morte di Berardo Viola: “che fare?”
E’ da questo “che fare?” che dobbiamo cominciare a riprenderci la nostra vita, ricominciando a pensare, magari semplicemente dal testo di una poesia o di una canzone, cercando di capire “dove” abbiamo sbagliato e quando ci siamo lasciati ingannare: è questo che noi “grandi” dobbiamo ai nostri figli: cercare di capire, insieme a loro, “dove e quando” abbiamo mollato la presa e ci siamo lasciati sopraffare da chi il mondo oggi governa.
Questo è il grande giorno.
Alla fine delle sempre troppo brevi ferie, si torna al lavoro, ma stavolta siamo riusciti nell’intento di creare un sito, di metterlo online anche se con pochi contenuti (per il momento): sopratutto grazie alla splendida abnegazione di mio figlio Jacopo che mi ha sopportato quindici giorni nei quali l’ho “negrierizzato” per ottenere questo splendido piccolo sito che contiene anche questo blog: e grazie alla pazienza di moglie e figli che ci hanno sopportato entrambi.
Fosse solo per questo dovreste andare a vedere il sito: www.lamboston.org!
Cosa contiene il sito? Mah! sembra ci sia sopratutto un invito alla cultura, non perché io ne sappia fare, ma perché mi piace l’idea. Magari ci appassionassimo alla cultura, al recupero della nostra identità, al valore per la vita, non stando sempre dietro a spread e crisi, politici e attricette che ammorbano la nostra vita.
Il blog servirà per dire la mia ed ascoltare la vostra su ogni cosa che ci verrà in mente.
Il sito vero e proprio è diviso in alcune sezione:
1. una piccola raccolta di miei scritti (essenzialmente poesie) che ho deciso di pubblicare online con lo scopo di vedere se vi piacciono ovviamente, ma sopratutto per stimolare delle discussioni sullo stile, sui contenuti, su tutto; è possibile anche scaricare piccole raccolte di poesie ed un mio romanzo, con l’unica richiesta di registrarvi
2. un’altra sezione contiene scritti di altri che mi hanno particolarmente colpito e che ho piacere di condividere con tutti. Ovviamente cercando si trovano anche sul web, ma io voglio proporli così, senza commenti per il momento, perché si commentano da soli. 
E’ anche grazie a molti di questi scritti che sono cresciuto e sono a questo punto. A me piace poter dire la mia perché anche voi diciate la vostra, perché si possa crescere insieme, a qualunque età
Ed allora in questa parte troverete da L’Urlo di Allen Ginsberg a Io so di Pier Paolo Pasolini, da scritti di Withman a Rafael Alberti, da Martin Luther King a Madre Teresa. Non c’è ancora tutto quello che ho in mente, ma pian piano si arriva, anche col vostro contributo. Proponete ed il sito diventerà un po’ anche vostro
3. Ogni tanto troverete anche della bella musica, la bella musica che amo, ed anche questa “non è per caso”
4. C’è anche una sezione dedicata a libri che ho letto o a dischi che ho ascoltato (magari anche non recenti) ma che mi hanno comunicato qualcosa: ed allora ne propongo una piccola recensione. Inizialmente più distaccata, anche per via del tempo, ma mi propongo di scrivere, pian piano, ciò che ha suscitato in me questa lettura o ascoltare questo disco
Ora basta, altrimenti continuo a scrivere e penserete che non valga la pena andare avanti, tanto sono diventato palloso

lamboston

Ciao a tutti.
Sono finalmente tornato per restare.
Scrivere su un sito che non fosse il mio non mi consentiva di essere semplicemente me stesso, senza limitazioni se non quelle legate alle norme obbligatorie, che consentono a tutti di poter partecipare al vivere civile attraverso il web.
Oggi ho preso un mio spazio web, e un dominio “www.lamboston.org” e quindi sono finalmente pronto.
Sul mio sito potrai trovare quel che sono: le mie poesie scaricabili gratuitamente, i miei romanzi, i miei pensieri attraverso il blog.
Chiaro che non è un’idea originale! Ormai lo fanno tutti. Nè pretendo di essere il nuovo guru del web. Semplicemente è il mio modo di comunicare, moderno, giusto, per poter giungere dove si può, senza pretendere di andare oltre quello dove non si arriva.
Ci tengo a dire la mia in un mondo ove tanti non dicono la propria ma ciò che ritengono li possa far emergere. Io non voglio emergere, voglio poter essere me stesso, serenamente.
Mi piace scrivere libri, poesie, romanzi, tante altre cose che vorrei fare. Non vivo di rendita, pertanto non posso fare quello che voglio nei tempi che vorrei, molto spesso debbo rinunciare per aridi numeri che altri si aspettano da me: ed anche questo è in fondo giusto.
Ma basta ciance: nel mio sito ci sono delle poesie (se si possono chiamare così); leggile e, se ti piacciono, diffondile, non costano nulla. Se vuoi parliamo di ognuna di esse, senza problemi.
C’è un romanzo, altri scritti che pian piano pubblicherò, senza compensi, perché non è questo importante; l’importante è esprimersi e far conoscere un pensiero, diverso o uguale a quello di tanti altri.
Magari riuscire a far passare un senso. Magari dibattere e migliorarsi.
Certamente non troverai i pro e contro D’Alema, Monti, Grillo, Fini, Di Pietro e altri che non nomino, tanto son come gli altri.
Niente di più.
Se ti trovi a casa tua confidalo anche ad altri e parliamo: magari siamo sempre di più.
Io sono comunque qui, sempre nel fiero sguardo della tigre.
lamboston