Renzi Bersani la sinistra… e noi

Adesso che è finita possiamo parlarne senza il rischio di essere considerati gente che vuole far parte della spartizione della torta: tanto si pensa sempre così.
Perché valeva la pena votare Renzi? per il suo bel faccino? per le cose “rivoluzionarie” che ha detto? perché è giovane?
e io che ci ho a che spartire con tutte queste cose?
Ne valeva la pena per cercare di dare un qualunque segno di discontinuità all’asse B-B senza “grillate” nefaste!
Si può ancora essere di sinistra in Italia? e cosa significa esattamente? la voglia di affermarsi di Nicki, al quale si può voler bene ma cosa di più?
Vale il suo adattarsi alla poltrona come fece il buon Fausto che da Presidente della Camera andò alla parata del 2 giugno ma con lo stemmetto della pace?

Cosa ci può portare Bersani più di quello che ci hanno portato D’Alema e Veltroni nel loro “non attaccare la destra” e “B il nano” per evitare che si scoprissero anche gli altarini della sinistra?
Ciascuno di noi che vive in una città governata dalla sinistra (della destra non ci interessa in questo momento perché dobbiamo guardare dentro noi per faer la rivoluzione), ciascuno di noi, ce la fa a dire che l’apparato non domina più e prima delle idee di sinistra? ma lasciamo stare la stessa idea di sinistra, parliamo di equità, di giustizia sociale: abbiamo un sindaco o un parlamentare locale che si erga a difesa di queste cose davvero?
C’è qualcuno che ha alzato la testa e detto davvero qualcosa sulla legge ex-Aprea davvero a difesa dei ragazzi che sono scesi in piazza?
Non credo che molti di noi possano alzare la testa e dire: “qui da me accade qualcosa di buono davvero”, ma DAVVERO.
Avete letto di qualcosa o di qualcuno che abbia detto la sua su quanto è accaduto il 29 novembre? Chi si è accorto che dopo tanti anni finalmente e in qualche modo la Palestina è stata riconosciuta come Stato, anche se solo come Stato osservatore all’interno dell’ONU?

Direte che queste cose non le ha fatte neanche Renzi: ed è vero. Ma almeno, come tanti di noi desiderano da sempre, ha fatto una cosa importante: ci ha provato.
Ha provato a dire la sua, a dire che dobbiamo mandarli a casa perché non ci rappresentano più, non ci hanno mai rappresentati, a dire che non ci sentiamo rappresentati da questa gente che vive democristianamente all’interno del palazzo, in accordo con tutti, fossero anche i B, gli Alemanno, i La Russa, i Fini diventati improvvisamente democratici (!) eccetera.
Certo Renzi non dirà mai queste cose, ma un 40 percento, grazie a Renzi, ha avuto finalmente la forza di dire BASTA; certo, a modo suo, secondo le sue idee, ma ha detto basta: ed è un 40 percento non un 4, con cui si dovrà fare i conti.
Finalmente abbiamo scoperto che si può essere di sinistra diversamente, si può volere qualcosa di sinistra “dicendo qualcosa di sinistra”, poco, pochissimo, ma qualcosa.
Questo ci dà la forza, ce la deve dare, di riuscire allo scoperto, come una volta, quando non si aveva paura di uscire dalle tane del boom economico che stava bene a tutti, per dire che non andava bene. Quando non si aveva paura di dire, senza paura, che non bisognava fare la guerra in Vietnam occupando la terra che non era certo nostra.
Oggi invece proprio i nostri D’Alema ci hanno insegnato la “guerra umanitaria” e ci hanno fatto invadere Bosnia, Afganistan, Iraq. E noi non abbiamo detto nulla!

Finalmente è arrivato qualcuno che ha avuto il coraggio che noi non abbiamo avuto. Basta questo per dire che valeva la pena votare Renzi. Oggi non si potrà fare a meno di fare i conti con gente che ha saputo dire basta. Uno che ha detto “mandiamoli a casa”.
Adesso ci sarà ancora qualcuno che lo farà, abbiamo sdoganato il “basta” a sinistra