Luigi Tenco: il poeta visionario ucciso dal tempo e la sua splendida attualità

Avevo compiuto 10 anni da due giorni, quel benedetto 27 gennaio 1967 che qualche anno dopo sarebbe stato proclamato “giorno della memoria”. E quel colpo di pistola e la nostra ignoranza portarono Luigi alla morte, aldilà di tutte le storie che poi ci hanno dipinto sopra. In fondo per me il giorno della memoria, prima di quello che ora è, è stato il giorno in cui un ragazzino, poco più di un bambino, cresce improvvisamente per un colpo di pistola che gli porta via il primo idolo amato!
Ero stato colpito da “Lontano lontano”, da “Angela” e da “Un giorno dopo l’altro”, ma quel giorno rimasi folgorato da “Ciao amore ciao”, dalla struggente e impressionante interpretazione di Luigi. Qualche giorno dopo, papà e mamma mi regalarono il 45 giri: dietro c’era la canzone PIÙ, quella che mi avrebbe aperto degli orizzonti dai quali non sarei mai più tornato a essere un bambino, anche se grazie a quei pensieri, in fondo, lo sarei sempre restato:
“E se ci diranno
che per rifare il mondo
c’è un mucchio di gente
da mandare a fondo
noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare
per poi sentirsi dire che è stato un errore
noi risponderemo noi risponderemo
no no no no

E se ci diranno
che nel mondo la gente
o la pensa in un modo
o non vale niente
noi che non abbiam finito ancora di contare
quelli che il fanatismo ha fatto eliminare
noi risponderemo
no no no no

E si ci diranno
che è un gran traditore
chi difende la gente
di un altro colore
noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara
fare cose di cui ci dovremmo vergognare
noi risponderemo noi risponderemo
no no no no

E se ci diranno che è un destino della terra
selezionare i migliori attraverso la guerra
noi che ormai sappiamo bene che i più forti
sono sempre stati i primi a finir morti
noi risponderemo, noi risponderemo
no no no no”.
Per tanti anni mi sono ostinato a credere che Gigi Mai fosse stato ucciso. Oggi, passati 50 anni, questo non è più importante come un tempo: anche se fosse vero, e in fondo credo davvero che lo sia, quella morte ha eternato un “poeta visionario” vissuto brevemente ma intensamente attorno al suo sax e al suo sguardo struggente, un poeta visionario ucciso dal tempo che era troppo indietro rispetto a lui, più che da un vile proiettile.
Oggi sono cresciuto e tante storie hanno attraversato la mia vita, sono perennemente innamorato della musica e della voglia di cantare e di dire quel che pensava di questo meraviglioso poeta visionario. Un poeta che ha portato tanta gente ad ascoltare tanti cantautori che fino ad allora erano praticamente ignorati e ad affrontare tematiche inusuali fino ad allora in una canzone.
La prima rivincita Luigi l’aveva avuta già l’anno dopo, quando a Sanremo vinse Sergio Endrigo con “Canzone per te” e ci fu l’illuminante presenza di Satchmo. Da allora le rivincite sono state tante, anche se ancora oggi la canzone “e se ci diranno” è sempre drammaticamente attuale.

Grazie Luigi

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