Mi fa ridere… l’abruzzo

e’ tanto tempo che mi viene da ridere se penso alla mia terra… già, mi viene da ridere se per farci un G8 c’è bisogno di un terremoto, mi viene da ridere se per renderla attendibile da un punto di vista politico bisogna arrestargli mezza giunta (prima salini poi del turco), mi viene da ridere se si pensa all’abruzzo forte e gentile e se si pensa all’abruzzo di croce e di… d’annunzio piuttosto che pensare all’abruzzo di SILONE.
Mi viene anche da ridere se si pensa all’abruzzo del 1915 o all’abruzzo del 2009, due terremoti, una storia sola.
Porca puttana, mi aspettavo questo evento da qualche anno… e non pensavo a Bertolaso ed ai suoi accoliti… invece ci dovevo pensare, così veniva da ridere anche a me, di Marco Santosuosso schiacciato sotto una improbabile costruzione, costruita per essere ricostruita da qualche amico degli amici. Che importa se Marco non c’è più? E’ servito a far ridere qualche amico degli amici, in attesa di avere qualche risposta da chi invece se la rideva fin da qualche minuto dopo… Marco Santosuosso? e chi è? basta che arrivi qualche prebenda, mi potrà mai interessare se c’è qualche Marco che muore sotto le macerie?
anzi, facciamo in modo che possiamo esportare questo clima a tahiti: sai quante risate!

gennaio 1970

Ragazzi! sono quarant’anni…
quando gente come me pensa agli anni ’70 sembra ieri, perché “siamo tutti giovani”, ancora con la forza e la voglia di… ma quarant’anni passano e se ne hanno di cose da raccontare…
“io? no, io no, non devo raccontare no; ma sono così giovane che non ne avrei la razionalità, né l’obiettività, e poi sono ancora ‘indaffaratissimo etc. etc.’. No.”
No?
SI’ CHE POSSO E DEVO, e non sono la Cinquetti che non ho l’età!
Gennaio del ’70 ero ancora un ragazzino, avrei compiuto in quel mese 13 anni e frequentavo la seconda media (sì, si faceva ancora latino allora, Gelmini!). La frequentavo in una scuola in cui ancora non si parlava di classi miste, solo picchette o passerine; in una scuola in cui convivevano i fasti del solenne arrivo di “Sua Eccellenza La Preside Signora DF” e le prime sommosse, malamente organizzate da me, Mimmo e Maurizio.
Anche alla scuola media, dove per farci fare sciopero venivano a fare le serrate “quelli delle superiori” e dove, in latenza, cominciava a crescere un che di resistenza critica. Ma ancora, allora, chi ci capiva niente!
Gennaio del ’70 è stato il mese dello Statuto dei Lavoratori: la famosa Legge 300/70 che avrebbe dovuto segnare, finalmente, una concretezza nella nostra Costituzione! Una legge che ancora oggi è “un totem” della democrazia e della dignità dell’uomo.
Ma io che ne capivo!
Era l’anno in cui il mio papà se ne andava in pensione, pur giovanissimo, per aprire un “Sale e Tabacchi” che avrebbe consentito ai suoi cinque figli di studiare; era l’anno del “change”.
A scuola mi ero appena incontrato con “rosa rosae rosae rosam rosa rosa” e mi era piaciuto! Era facoltativo il latino ma io, a quell’età, m’ero già finito Verne e Salgari, figuriamoci! C’era mica internét allora!
A gennaio, “quel” gennaio, eravamo arrivati, purtroppo, già tanto grandi. Cresciuti all’improvviso dal regalo che ci avevano fatto alla fine dell’anno prima! un buco nello stomaco grande quanto una piazza, aveva condotto me alla consapevolezza di mamma e papà e dei fratelli più grandi: quel 12 dicembre 1969 avremmo dovuto festeggiare solo il settimo compleanno del nostro “fratellino”, ed invece… ci fecero festeggiare “compleanno natale capodanno pasqua e ‘bbefanìa!” in una sola volta.
A vedere, dallo stesso elettrodomestico da dove avevamo visto l’allunaggio (chissà se c’era mai stato davvero!), a vedere quel buco al piano terra, dentro la Banca dell’Agricoltura, che molti di noi manco sapevamo che esisteva!!
Quel buco di piazza Fontana, quelle immagini strazianti, l’incredulità, quell’acre odore di carne umana bruciata che partiva da Milano, ciascuno di noi sembrava sentirlo uscire fuori dalla televisione, quella scatola magica e maledetta!!!
E con un regalo così, ma quando si torna indietro all’infanzia e all’essere ragazzini? e a chi lo dici?
A scuola si continuò alla stessa maniera: stesse materie, stesso rito della “S.E. La Preside D.F.”, stessi scioperi che altri capivano cosa fossero; noi l’avremmo capito o cominciato a capire solo un anno dopo, al liceo.

Ma ora per noi era solo un regalo di Natale di nome piazza Fontana, un ballerino anarchico (povero Pietro) già “al sicuro” e Pino Pinelli, ch’era venuto giù dalla questura! Quel volo d’angelo dura da 40 anni ed ancora, ancora cade Pino, ogni volta che qualcuno confonde gli esuli coi latitanti ed i mafiosi con gli eroi, ogni volta che il “malore attivo” di un D’Ambrosio commette un altro delitto.
Già.
“PIAZZA GIUSEPPE PINELLI – ANARCHICO (1928 – 12 DICEMBRE 1969): ce la faremo:
al posto di piazza Fontana, da lì si arriva attraverso “via “Pietro Valpreda – ballerino”.

(… continua…)

finalmente arriva LAMBOSTON

ciao a tutti. Sono Lamboston.
Dopo un po’ di esercizio
sono arrivato per scrivere qualcosa.
Ce ne ho messo del tempo,
vero… ma da ora in poi ne
leggeremo delle belle…
e molte scritte da voi. Grazie a tutti