Red Nose: le ragioni dei personaggi

SINOSSI DEL ROMANZO
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nell’epoca della disaffezione tre storie si intrecciano, apparentemente slegate, ma tutte destinate a un unico epilogo: uno scrittore stressato dalla volontà dei protagonisti da lui inventati di emergere e raccontare la storia da soli; eventi della storia d’Italia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri; la storia di un uomo che percorre le due precedenti.

L’autore è soverchiato dalla volontà di raccontarsi da sé dei suoi personaggi, che invadono la sua testa, sovrascrivendo i suoi pensieri, fino a quando questi non decide di cedere alla loro volontà imponendogli di scriversela. I personaggi, in un primo momento sconvolti, accettano la sfida e cominciano a raccontare quanto loro accaduto, saltando tempi e presenze e creando una suggestiva atmosfera in cui si accavallano vivi e morti, fatti di oggi e di ieri, attraversati da eventi accaduti nell’arco degli anni che i protagonisti raccontano.

Ciascun personaggio, raccontandosi, non può fare a meno di rendersi conto che gli eventi della Storia hanno condizionato, in qualche modo, la vita di ciascuno e, particolarmente la vita di Ignazio, la cui vicenda coinvolge tutti ed è determinata dalla strage di Piazza Fontana, punto centrale della fine di un sogno appena iniziato nella mente di tutti, presenti e assenti all’evento.

Nel frattempo, tra considerazioni e riflessioni sul “chi essere” e sul “che fare”, un omicidio efferato sconvolge la tranquillità di una comunità del 2013, ignara di quanto accaduto, delle ragioni dell’omicidio, delle ragioni che porteranno a considerare questo ultimo evento come la tragica continuazione della bomba, quasi fosse una reazione all’esplosione nucleare di Chernobyl.

È il dramma di una generazione che non ha potuto avere figli “ideali” ma solo aborti e il tragico destino di essere considerata la “generazione mostro”, “la generazione perduta” che ha perduto anche il futuro dei propri figli carnali.

A questa condanna i personaggi, insieme all’autore, non vogliono rassegnarsi, convinti di aver consegnato al mondo una ben più positiva eredità.

PREFAZIONE DI LAMBOSTON

Si attraversano eventi della nostra storia dal 1948 al 2014. A persone vere che hanno determinato fatti “veri” si affiancano personaggi che prendono il sopravvento sulle sue intenzioni, per narrare fatti scritti e eventi collaterali che svelano quale sia stata la portata della Storia sulle singole vicende di personaggi, ma anche di persone vere. Con un po’ di immaginazione, o forse semplicemente di trasposizione, i personaggi spiegano come una bomba, esplosa all’interno di una banca a Piazza Fontana nel 1969, abbia ucciso nel 2013 una ragazzina innocente, che ha subito, incosciente, la violenza di quel gesto vigliacco. Ma questo accade anche in qualunque altra contrada del mondo: capita spesso mi sembra anche a New York.

Il personaggio principale di questa storia si chiama Red Nose, investigatore privato che, mascherato da pagliaccio, con naso rosso posticcio, farfalla e bombetta gira fra gli ultimi cercando verità e incontra la vera storia di

«Ignazio Fossani, “il Professore” come lo chiamano Barba e i suoi ultimi, ha attraversato… un bel pezzo della vita del nostro paese e lo ha attraversato, nel male e nel bene, da protagonista, anche se personaggio e non persona. D’altra parte tutti noi siamo personaggi, immaginati e voluti da un tipo un po’ strano, che partecipa anche lui a questo convivio ma con una consistenza, oserei dire, carnale, per via del fatto che è l’unico a essere persona. Chissà che non si senta, almeno per una volta, a disagio.»

Questo il suo commento sulla storia che viene raccontata più dai personaggi che dall’autore del libro. Nel giallo-rosa-nero del romanzo parlano tutti i personaggi, raccontando direttamente la loro storia e non manca certo Ignazio Fossani a raccontarsi e raccontare gli eventi, veri e immaginati:

«E io ero lì, … nel momento dell’esplosione. Dovevo fare degli incontri importanti, … invece stavano già uccidendo “l’immaginazione al potere” per sostituirla con il terrore negli occhi di tutti, che si sarebbe protratto a lungo, fino a giungere al culmine con la morte di Vittoria, vittima anche lei di quella bomba…»

Una storia di personaggi inventati che prendono volenti o nolenti il sopravvento sull’autore e sulla storia che questi aveva intenzione di raccontare. Nel corso degli eventi la loro storia si interseca con la Storia Vera e svela storie comuni, vita, amori, morti, omicidi, debolezze e virtù di gente che, anonima come anonima è la maggior parte degli umani, percorre eventi scritti e storie non scritte né raccontate.

Alla fine viene fuori un quadro differente della storia che ci vogliono raccontare, fa diventare meno demoni quelli che così dipingono. Riconsegna alla memoria anche delle verità scritte, tra le righe, dai personaggi del libro, che restituiscono un senso alla morale, alle idealità, al piacere di aver condiviso dei momenti esaltanti, ma uccisi dalla macchina della morte che è il potere, ogni volta che da esso ci si fa uccidere, senza speranza.

Questo libro è una lotta perché la speranza e la gioia di vivere resistano al fango continuo che il potere getta sull’Uomo, cercando di annichilirlo al suo volere, magari usando ogni volta che crede “strategie della tensione” adatte a ogni epoca, dalle quali vale la pena astrarsi per trarre insegnamenti anche da quelli che il Potere dipinge come “cattivi maestri”

lamboston

 

Le sensazioni dell’amore per una donna, per il mondo, per la Croce; le sensazioni per il disagio di un mondo calpestato dal potere e dalla voglia di sopraffazione insita nell’uomo.

Ma la stessa forza di chi, anche se sconfitto in gioventù, dalle delusioni dell’omologazione, non si arrende, perché dentro ciascun uomo c’è la TIGRE; un personaggio “lamboston”, vivo e presente entro ciascuno di noi.

C’è chi lo soffoca, chi lo teme, chi lo ascolta, chi lo ama: ma la stessa presenza della Tigre manifesta che non ci si può arrendere, e questa è la Poesia.

“allora sì sarebbe bello

che ogni seme germogliato di quei granelli

vi desse la forza della rivoluzione (…)

la voglia della libertà e della solidarietà

ciascun granello

avesse la forza del vento

ed il coraggio del giusto (…)

 nell’immensità o nelle cose d’ogni giorno”

(tratto da “Quando rinascerò” scritta nel 1999 e presente nel libro “lamboston: la tigre e la resistenza”, 2008)